Indici infiammatori: 16 numeri e 10 evidenze che PCR e VES non vedono veramente

7 Agosto 2026 | Blog

Gli indici infiammatori classici di Gennarino Parsifallo sono due. Dicono tutti e due la stessa cosa. PCR 0,3. VES 14. Nessuna infiammazione.

Gli altri quattordici, nella stessa pagina, dicono il contrario.

«Uno dei due gruppi sta sbagliando», ha detto Armando.

Nessuno dei due sta sbagliando. È questo il punto.

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L’ultima pagina

Nella puntata precedente avevamo concluso che il ferro di Gennarino c’è ma non arriva dove serve. Il sospetto era un blocco legato all’infiammazione.

Sospetto. Perché fino a quel momento l’infiammazione non l’avevamo misurata.

«Allora misuriamola», ha detto Eugenio. «Che PCR ha?»

Zero virgola tre, su un intervallo che arriva a cinque decimi. VES quattordici, su un intervallo che arriva a venticinque.

Armando ha allargato le braccia. «E allora l’infiammazione non c’è. Abbiamo costruito un castello per niente.»

«Armando, gira pagina un’ultima volta.»

I sedici indici infiammatori di Gennarino

Indice Valore Riferimento
Proteina C reattiva 0,3 mg/dL 0–0,5
VES a 1 ora 14 mm 1–25
Neutrofili / Linfociti (NLR) 3,4 0,73–3,33
Monociti / Linfociti (MLR) 0,38 0,12–0,38
Piastrine / Linfociti (PLR) 158 63–209
Systemic Inflammation Index (SII) 917 131–901
Systemic Inflammation Response Index (SIRI) 2,23 <0,68
Aggregate Index of Systemic Inflammation (AISI) 606,56 <147,16
Monociti / HDL 16,1‰ <6‰
Emoglobina / RDW 0,96 ≥1
MPV / Linfociti 6,84 <5,55
MPV / Piastrine 4,3 <4,0
RDW / Piastrine 0,05 <0,07
Omocisteina 14,6 µM 3–15 (ott. 5,0–7,2)
Uricemia 6,7 mg/dL 3,5–7,2 (ott. 2,5–4,0)
Uricemia / HDL 16,3 ≤12,2

Sedici indici infiammatori. Dieci fuori riferimento.

E i due che tutti conoscono stanno fra i sei che sono dentro.

Perché i due indici infiammatori classici non vedono niente

La proteina C reattiva è una proteina di fase acuta. Sale quando c’è un’infiammazione acuta, sale moltissimo e sale in fretta.

Esattamente per questo è un pessimo strumento per l’infiammazione cronica di basso grado, che è un’altra cosa. Non un incendio: un fornello lasciato acceso per vent’anni.

La VES ha lo stesso limite con in più una lentezza propria, perché misura una proprietà reologica del sangue che cambia nell’arco di giorni.

«Quindi sono esami inutili», dice Gennarino, che semplifica sempre.

«Sono esami giusti per la domanda sbagliata. Se avessi una polmonite la PCR te la troverei a venti. Il problema è che tu non hai una polmonite.»

Gli indici che non si dosano, si calcolano

Qui sta il salto concettuale. È il motivo per cui questa pagina del referto quasi nessun laboratorio la stampa.

Gli indici infiammatori derivati non sono esami nuovi. Sono rapporti fra cellule che l’emocromo ha già contato.

Il NLR divide i neutrofili per i linfociti. Il SII moltiplica piastrine per neutrofili e divide per i linfociti. Il SIRI usa neutrofili, monociti e linfociti. L’AISI li mette insieme tutti e quattro.

Perché funzionano? Perché l’infiammazione cronica sposta contemporaneamente due popolazioni in direzioni opposte: fa salire l’immunità innata e fa scendere i linfociti.

Un rapporto cattura quello spostamento anche quando i due valori assoluti restano dentro i loro intervalli. Che è esattamente il caso di Gennarino, come avevamo visto nella puntata sull’emocromo: neutrofili al 69% con limite a 70, linfociti al 20,5% con limite a 20.

Tutti e due dentro. Il loro rapporto, no.

Non «poco fuori»: tre e quattro volte la soglia

«Va bene, saranno un po’ alterati», dice Armando.

Non un po’. Sono gli scostamenti più larghi di tutti gli indici infiammatori del referto.

Il SIRI di Gennarino è 2,23 contro una soglia di 0,68. Tre volte e mezzo. L’AISI è 606,56 contro 147,16. Quattro volte.

In un uomo che su ventisette parametri dell’emocromo ne aveva fuori uno solo.

E non sono numeri da esercizio accademico. Su 42.875 adulti statunitensi seguiti per vent’anni, SII e SIRI elevati sono risultati associati a mortalità per tutte le cause e a mortalità cardiovascolare (PMID 36769776).

L’AISI, studiato su 23.765 partecipanti ipertesi, mostrava nel quartile più alto un rischio di mortalità cardiovascolare quasi doppio rispetto al più basso, con hazard ratio di 1,91 (PMID 37265570).

C’è poi un lavoro che chiude un cerchio aperto nella prima puntata. Gli indici derivati dall’emocromo sono stati associati non solo alla mortalità ma anche alla sarcopenia (PMID 38755603).

Gennarino, ve lo ricordo, aveva una circonferenza del polpaccio corretta per BMI di 33,5 cm contro una soglia di 34,0. Sarcopenia moderata, scritta a pagina uno.

Il numero che nessuno si aspettava

Poi c’è la riga che ha fatto smettere di parlare anche Eugenio.

Il rapporto fra monociti e colesterolo HDL vale 16,1‰ contro un limite di 6‰. Quasi il triplo.

«E questo cosa c’entra con l’infiammazione?»

C’entra perché le HDL non trasportano soltanto colesterolo. Hanno una funzione antinfiammatoria e antiossidante diretta. Ostacolano il reclutamento dei monociti nella parete arteriosa.

Il rapporto fra i due mette in relazione chi accende l’infiammazione e chi dovrebbe spegnerla. In uno studio italiano su 214 pazienti nefropatici, questo rapporto è risultato correlato a proteina C reattiva, conta leucocitaria e ipertensione resistente (PMID 34109496).

Gennarino ha HDL 41 mg/dL, un valore che nella prima puntata era passato quasi inosservato in mezzo agli indici antropometrici.

Elena ha chiesto la cosa giusta. «Quindi il colesterolo buono basso non è solo colesterolo.»

«Il colesterolo buono basso è anche un freno che non tiene.»

indici infiammatori derivati dall'emocromo

Dieci segnali senza un esame in più

Adesso la parte degli indici infiammatori che dovrebbe far arrabbiare chi legge.

Tutti e dieci gli indici infiammatori alterati di Gennarino sono stati calcolati da esami che aveva già fatto. Emocromo, colesterolo HDL, uricemia.

Nessun prelievo aggiuntivo. Nessun reagente in più. Nessun euro in più. Gli indici infiammatori derivati costano una divisione.

Erano dentro i suoi dati da anni. Nessuno li aveva mai calcolati. Compreso l’emocromo che aveva fatto due anni prima per rinnovare la patente.

«Vuoi dirmi che sono numeri che si ricavano con una divisione», dice Armando.

«Con una divisione.»

«E perché nessuno me li dà?»

«Perché li chiedi alla persona sbagliata.» Eugenio non ha nemmeno alzato la testa dal foglio. «Il prelievo Gennarino lo fa dove gli pare, pure al laboratorio sotto casa. Poi il referto lo manda a Peppino e questi numeri se li ritrova calcolati. Ma siccome hai il braccino corto…»

«Il braccino corto ce l’ha il sistema sanitario», ha detto Armando. «Io firmo e basta.»

«Appunto.»

Come è finita la serata

Alla fine il quadro era questo. Un uomo di cinquant’anni che sta benissimo, con l’anemia più lieve che si possa immaginare, i due indici infiammatori classici negativi. E dieci indici derivati che dicono che l’infiammazione c’è.

Il ferro presente ma bloccato. Il midollo che spinge a vuoto. Il cuore che compensa a 82 battiti. Il muscolo che se ne va.

Tutto questo senza un sintomo. Senza una sola casella rossa che imponesse un accertamento.

Eugenio ha chiuso la cartelletta e ha detto una cosa che mi porto dietro da allora.

«Il problema di quest’uomo non è nessuno dei suoi valori. È che nessuno li ha mai letti insieme.»

«Senti una cosa.» Era Gennarino. Aveva posato il telefono. «Ma se io smetto di fumare e sposto il caffè, questi numeri qua si aggiustano?»

Era la prima domanda che faceva in tutta la sera.

Elena si è alzata per mettere su il caffè. Poi si è fermata a metà cucina e si è girata verso di me.

«Aspetta. Il caffè adesso non glielo posso dare, vero?»

«Fra un’ora.»

Sul tavolo intanto restavano sei pagine. Il profilo lipidico, dove quell’HDL a 41 smette di essere un ingrediente e diventa il protagonista. Poi il metabolismo glucidico, poi il fegato. E in fondo vitamine, zinco, rame e selenio.

Il rame, fra l’altro, serve a mobilizzare il ferro. Ma quello lo avremmo capito più avanti, sempre quella sera, sempre a quel tavolo.

E alla fine resta la domanda che tiene insieme tutto. Tutti questi numeri, messi dentro un algoritmo di rischio, che risposta danno? Quanti anni ha davvero il cuore di Gennarino Parsifallo?

Gli indici infiammatori derivati, insieme ai profili discussi nelle puntate precedenti, fanno parte del pannello nella Stima del Rischio Cardio-Metabolico MEDyLAB, con gli indici antropometrici e gli indici cardiologici.

Domande frequenti sugli indici infiammatori

PCR normale significa che non ho infiammazione?

Significa che non hai un’infiammazione acuta rilevante. L’infiammazione cronica di basso grado può convivere con una PCR perfettamente normale.

Gli indici infiammatori derivati sostituiscono PCR e VES?

No, rispondono a domande diverse. PCR e VES restano insostituibili nel sospetto di infezione o di flogosi acuta.

Gli indici derivati aggiungono informazione sul basso grado cronico, che è invisibile ai primi due.

Devo fare esami particolari per averli?

No. NLR, MLR, PLR, SII, SIRI e AISI si ricavano tutti dall’emocromo con formula leucocitaria. Servono soltanto i valori assoluti delle popolazioni cellulari.

Per i rapporti con HDL e uricemia bastano il profilo lipidico e l’uricemia di routine.

Un solo indice infiammatorio alterato è preoccupante?

Poco. Questi rapporti hanno variabilità biologica non trascurabile e risentono di infezioni recenti, sforzo fisico intenso e stress acuto.

Contano la concordanza fra più indici e la persistenza su controlli ripetuti, non il singolo valore isolato.

Fonti scientifiche

Riferimenti da PubMed, con DOI originale.

  1. Xia Y et al. J Clin Med 2023;12(3):1128 — PMID 36769776DOI
  2. Xiu J et al. Front Cardiovasc Med 2023;10:1163900 — PMID 37265570DOI
  3. CBC-derived inflammatory indicators, sarcopenia and mortality. BMC Geriatr 2024;24(1):432 — PMID 38755603DOI
  4. Gembillo G et al. Int Urol Nephrol 2022;54(2):395-403 — PMID 34109496DOI
  5. Prognostic value of SII in gastrointestinal cancers. J Cell Physiol 2019;234(5):5555-63 — PMID 30353545DOI
  6. Korniluk A et al. Mediators Inflamm 2019;2019:9213074 — PMID 31148950DOI
  7. Van Tiel E et al. Ann Epidemiol 2002;12(6):378-88 — PMID 12160596DOI

Caso dimostrativo MEDyLAB a scopo divulgativo. Gli indici infiammatori non costituiscono diagnosi e vanno interpretati dal medico curante.

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