Quando la terapia tiroidea funziona male

terapia tiroidea che funziona male

Quante volte capita che i pazienti si lamentino del fatto che, pur assumendo la terapia tiroidea prescritta per l’ipotiroidismo, non si sentano bene e continuino ad avere sintomi ascrivibili all’ipotiroidismo non compensato?

Prima che vengano mandati, come sempre, dallo psicologo o, peggio ancora, dallo psichiatra, facciamo alcune rapide considerazioni.

Terapia tiroidea ed analisi di TSH, fT4 e fT3

Il monitoraggio della terapia tiroidea si basa sul dosaggio di TSH, fT4 e fT3. Il fatto di averli negli “intervalli di riferimento” non assicura che il paziente sia adeguatamente compensato. Come dimostrato da Rudolph Hoermann in Eur. J. Endocrinol. 2016:174,735–43, è necessario che il punto individuato dai 3 valori sia all’interno di un ellissoide e non all’interno del parallelepipedo individuato dei 3 intervalli di riferimento.

Ellissoide ormoni tiroidei

Nel nostro laboratorio verifichiamo tutto questo nel nostro profilo tiroideo avanzato.

Il ruolo dell’autoimmunità

Se hai la tiroidite di Hashimoto, produci autoanticorpi della classe degli eterofili. Ora, la definizione di anticorpo eterofilo t’interesserà poco o niente, ma sappi che interferiscono con il dosaggio del TSH. Stai incominciando a capire? Il medico per monitorare la terapia ti fa eseguire il solo TSH (TSH reflex), ma quel numero non è veritiero perché gli anticorpi eterofili interferiscono con il test e, in particolare, sarà falsamente normale.

Reverse T3, una molecola sconosciuta

Gli ormoni tiroidei non sono solo T4 e T3, c’è anche rT3, che è l’ormone che ha il compito d’impedirti di andare in ipertiroidismo per eccessiva conversione di T4 in T3. Chi produce rT3? Gli organi periferici e, in particolare, il fegato e l’intestino. Se il tuo fegato è infarcito di grasso (steatosi epatica) e il tuo intestino non funziona a dovere, la produzione di rT3 potrebbe aumentare. Il dosaggio di rT3 è un’indagine di II livello, da effettuare quando il monitoraggio di base non coincide con i sintomi riferiti.

Terapia tiroidea a interferenza farmacologica

Elevati livelli di chemochine infiammatorie, come l’interleuchina 6 (IL-6) e il TNF-α, l’assunzione di cortisonici per il trattamento di patologie autoimmuni possono indurre un abbassamento del TSH con livelli di T4 e T3 lievemente ridotti, simulando una tiroidite sub acuta o una tiroidite atipica, che normalmente, invece, avrebbero T4 e T3 elevati all’esordio per poi decrescere nel tempo.

Il ruolo dell’intestino

Stiamo chiedendo ad un organo (l’intestino) di fare le veci di un altro organo (la tiroide). Se il tuo intestino è malato, assorbe male, è pieno di batteri e lieviti che si mangiano di tutto, la terapia per la tiroide non funziona perché il medico pensa di darti un dosaggio ma nel sangue ce ne arriva un altro (più basso). Prova a capire se hai una SIBO.

Il ruolo del surrene

A causa dell’aumento dello stato infiammatorio, i neutrofili (le nostre sentinelle del sistema immunitario) rilasciano la proteina elastasi per liberare più cortisolo dalla sua proteina di trasporto, la transcortina. Il cortisolo ha molti effetti in comune con gli ormoni tiroidei. Cosa succede se aumenta il cortisolo libero? Che le deiodinasi convertono ancora di più fT4 in rT3. Il surrene può fare alti livelli di cortisolo in eterno? E i neutrofili possono continuare a liberare cortisolo per tempi lunghi? No, e alla fine si abbassa anche la produzione di cortisolo libero. Ergo, se i tuoi surreni non funzionano bene, la terapia tiroidea non funziona bene. Controlla il tuo surrene.

Il ruolo del pancreas

L’aumento della produzione di cortisolo porta ad un aumento della glicemia media e stavolta il conto lo paga il pancreas che deve produrre più insulina. Più insulina significa più grasso al fegato, un brusco calo della glicemia con conseguente aumento degli ormoni controinsulari (tra cui, di nuovo, il cortisolo), più lavoro per l’intestino che deve produrre gli ormoni che attivano la produzione di insulina (GLP-1) e quelli che li disattivano (DPP-4) etc etc etc e il disastro è bello servito. Obesità viscerale, ipertensione, resistenza insulinica, hdl basso e trigliceridi alti = sindrome metabolica.
Puoi controllare il tuo pancreas con una curva da carico e il tuo profilo di rischio cardiometabolico

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