Il carcinoma del colon-retto (CRC) rappresenta una delle principali cause di morte per cancro in Italia. Secondo i dati AIRTUM (Associazione Italiana Registri Tumori), nel 2020 sono stati diagnosticati 43.702 nuovi casi di CRC, con una prevalenza di 513.308 casi. La mortalità per CRC in Italia nel 2017, secondo i dati ISTAT, è stata di 19.575 decessi.
Lo screening del CRC è fondamentale per la diagnosi precoce e il miglioramento della prognosi. L’utilizzo combinato della ricerca del sangue occulto nelle feci (SOF) e del dosaggio della calprotectina fecale (CF) offre diversi vantaggi rispetto all’impiego dei singoli analiti.
La SOF, che include la misurazione dell’emoglobina e del complesso emoglobina/aptoglobina, è un test non invasivo e di facile esecuzione. Tuttavia, la sua specificità per il CRC è limitata, poiché il sanguinamento può essere causato anche da condizioni benigne (Young et al. 2015).
La CF, invece, è un marker di infiammazione intestinale, elevato in presenza di patologie infiammatorie croniche intestinali (IBD) e neoplasie. L’uso combinato di SOF e CF aumenta la specificità dello screening, riducendo i falsi positivi e il numero di colonscopie non necessarie (Schreuders EH et al. 2015).
Uno studio di Widlak et al. 2017 ha dimostrato che l’uso congiunto di SOF e CF ha una sensibilità del 100% e una specificità del 97,1% per il CRC, superiori a quelle dei singoli test. Inoltre, Mowat et al. 2016 hanno evidenziato come l’impiego combinato di SOF e CF possa ridurre del 62% il numero di colonscopie, mantenendo una sensibilità del 100% per il CRC.
In conclusione, l’utilizzo combinato di SOF e CF nello screening del CRC offre vantaggi significativi in termini di accuratezza diagnostica e riduzione delle procedure invasive, contribuendo a migliorare la prognosi e la qualità di vita dei pazienti.